Musei

Il territorio della Strada dei Sapori delle Valli Varesine possiede un patrimonio artistico, culturale e archeologico importante, sia per la varietà e quantità di testimonianze, sia per la distribuzione logistica che possiamo incontrare negli itinerari di visita proposti. Si passa dai resti fossili di uno dei più grandi giacimenti d’Europa, recentemente riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità, come il territorio di Besano in Valceresio, al Museo dell’Isolino Virginia, anch’esso riconosciuto per le valenze naturalistiche e archeologiche dall’Unesco. Arte, Storia, Cultura: sono presenti lungo gli itinerari offerti dalla Strada  e conservano il ricordo e l’arte di coloro che per secoli hanno vissuto in questi luoghi e racchiudono tesori artistici e saperi che hanno segnato la storia d’Europa.


Besano - Museo Civico dei Fossili

Chi vuole vedere i resti di un dinosauro carnivoro deve recarsi a Besano e andare al Museo Civico dei Fossili dove è stato sistemato nel 2001. Il Museo raccoglie una ricchissima ed unica collezione di fossili rinvenuti negli affioramenti di Besano, uno dei pochi giacimenti “storici” italiani e conosciuto in tutto il mondo, noto agli studiosi già dal ‘800.
I reperti di invertebrati, vegetali, pesci, rettili marini e terrestri sono risalenti all’Era Mesozoica e precisamente al periodo Triassico Medio (circa 235 milioni di anni fa). In una delle 5 sale spicca l’enorme e unico BESANOSAURUS LEPTORHINCUS che, con i suoi 6 mt. di lunghezza, è il rettile marino fossile più grande sinora scoperto in Italia.
Di grande importanza è l’Attività Didattica che il Museo offre a bambini ed adulti con laboratori didattici ed escursioni geo-paleontologiche. In diversi momenti dell’anno vengono allestite delle Mostre temporanee. Il Museo è riconosciuto dalla Regione Lombardia ufficialmente come Raccolta Museale.

Museo Civico dei Fossili di Besano
Via Prestini, 5, 21050 Besano Varese


Biandronno - Isolino Virginia

“Patrimonio dell’Unesco” bastano queste tre parole per definire la preziosità di un luogo come l’Isolino Virginia, situato sul Lago di Varese. E’ uno degli angoli più belli della provincia ed è tra i luoghi più prestigiosi del mondo per cui l’Unesco ne ha riconosciuto le “particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale”. L'isola del Lago di Varese è inserita nell'ambito dei “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.
La particolarità dell'isola sta nel fatto che pur essendo provvista di un piccolo Museo Preistorico, che dipende dal Museo Archeologico di Villa Mirabello, è essa stessa un museo, in quanto area archeologica e ambientale vincolata. Ha una forma triangolare di circa 9200 metri quadrati di superficie. Dal 1962 in seguito alla donazione da parte del Marchese Gianfelice Ponti, è proprietà del Comune di Varese.
Dall'estate del 2006, su concessione ministeriale, si è ripresa l'indagine archeologica, lungo le rive sono stati messi in luce eccezionali strutture lignee fra le quali una porzione di "pavimentazione" risalente a 4840-4710 a.C.

Le monumentali strutture lignee neolitiche si sono eccezionalmente conservate nel tempo in quanto sommerse dalle acque del lago, dai sedimenti e dalla vegetazione che si è sovrapposta nel corso dei secoli. 

Museo preistorico dell'Isolino Virginia
loc. Strencia, Biandronno (Va)
apertura stagionale da aprile a ottobre: sabato, domenica e festivi, dalle ore 14.00 alle ore 18.00
su prenotazione: tutto l'anno

Note
Servizi offerti: laboratori didattici e visite guidate su prenotazione.

Per info:
Museo Archeologico di Villa Mirabello
Tel. +39 0332255485


Brinzio - Museo della Cultura Rurale Prealpina

L'ecomuseo è una nuova tipologia di Museo fortemente radicato nel territorio. Di questa categoria fa parte il Museo della Cultura Rurale Prealpina,nel comune di Brinzio: inaugurato nel settembre 2008, è concepito per la riqualificazione di un intero territorio, facendone emergere le complesse dinamiche di interazione storica tra attività antropiche e spazio abitativo.
Le Prealpi Varesine, sono un vero e proprio corridoio geografico tra l'irrigua pianura a sud e le Alpi e l'Europa a nord, sono andate così strutturandosi come "regione ambientale" morfologicamente aperta a contaminazioni culturali esterne. Questa collocazione geografica favoriva da una parte intensi traffici mercantili, dall'altra permisero lo sviluppo di "strategie produttive miste": agricoltura, pastorizia, coltura di boschi.
Il Museo della Cultura Rurale nasce per il bisogno di tutelare un patrimonio paesaggistico e materiale nel quale, non solo si manifesta l'identità storica e culturale delle comunità prealpine, ma al contempo si predispongono le basi per un impiego sostenibile del territorio. La visita permette di ammirare attrezzi agricoli e attrezzature che permettevano la trasformazione dei prodotti che altrimenti sarebbero andate perdute.

Museo della Cultura Rurale Prealpina
Via Trieste 24, 21030, Brinzio

info@comune.brinzio.va.it
www.museo.brinzio.va.it

Orari:
Mercoledì dalle 14:00 alle 18:00
Sabato e Domenica dalle 15:00 alle 18:00
Per gruppi e scolaresche:
ogni giorno, per appuntamento telefono Tel. +39 0332435714


Cittiglio - Museo Alfredo Binda

L'amministrazione comunale di Cittiglio diede vita nel 1986 al museo dedicato al ciclista Alfredo Binda. Il materiale è stato messo a disposizione dalla famiglia, catalogato e riordinato in una mostra documentaria, nel maggio '95, in occasione del passaggio del Giro d'Italia da Cittiglio. 
Sono esposte maglie iridate e di campione italiano, selle, scarpette e occhialini, preziosi strumenti per le polverose strade delle corse anni '20 e '30. Il museo è allestito in modo da rivivere la vita e le imprese di Alfredo Binda attraverso i numerosi e preziosi cimeli e documenti. Le due biciclette Legnano sono i pezzi più pregiati della collezione, esse contribuirono ai trionfi dei campionati del Mondo del '30 e del '32. 
Alfredo Binda suonava la cornetta nella banda di Cittiglio che ora è esposta nel Museo a lui dedicato. 
Fra i cimeli meritano menzione le numerose edizioni storiche della Gazzetta dello Sport che descrivono successi e momenti di gloria. La fama raggiunta da Binda all'estero con la vittoria di tre Campionati del Mondo e cinque Giri d'Italia è attestata da diplomi e riconoscimenti internazionali, fotografie raffiguranti i momenti salienti della sua carriera sportiva. Nell’insieme è una documentazione, non solo sportiva, ma anche di un'epoca. 
Il Museo fa parte del "Club Italia Musei del Ciclismo" con il quale collabora attivamente. 

Museo Alfredo Binda
Via Marconi, 31, Cittiglio
Tel. +39 0332601434 (biblioteca)

biblioteca.cittiglio@virgilio.it
www.comune.cittiglio.va.it/binda

Orari:
Sabato e domenica apertura da 9,30 a 12,30
da Martedì a Giovedì dalle 15,00 alle 18,00
giorni festivi su appuntamento


Cocquio Trevisago - Museo Innocente Salvini

L’affascinante Museo Innocente Salvini è ospitato nel mulino che si erige dal 1870 su una delle anse più strette del fiume Viganella, tra i territori di Cocquio Trevisago e di Gemonio. Qui nacque (nel maggio 1889) e lavorò tutta la vita il pittore Innocente Salvini, a cui il Museo è dedicato. 

Il Museo Salvini è una perla nel verde e nel silenzio, sullo sfondo della panoramica di quell’antico mulino con i suoi possenti e arcaici meccanismi perfettamente conservati e funzionanti.
Nella grande Sala è allestita una esposizione permanente con alcune tra le più significative opere del grande pittore lombardo Innocente Salvini, e può ospitare convegni e seminari.

Forti sentimenti verso la natura, verso terra sono contenuti nei quadri del Museo Salvini oltre alla famiglia e la vita quotidiana oltre all’affetto profondo verso il suo mulino, è un particolare esito cromatico che unisce la tecnica dei Macchiaioli coi principi del Divisionismo di Previati. 

La sua pittura resterà sempre al di fuori di scuole e movimenti, in una patria solo sua, distanziata da qualunque altro "realismo" italiano dell'epoca. Solo nel 1950 delle sue opere erano presenti alla XXV Biennale di Venezia e nel 1966 Monsignor Macchi, segretario di Paolo VI, acquistò delle sue tele per la collezione d'arte contemporanea dei Musei del Vaticano. Innocente Savini è legato alla sua terra e realizzò ad Arcumeggia e a Laveno alcuni affreschi.

Una galleria annessa al mulino ed adibita a pinacoteca, ospita eventi e manifestazioni culturali. 
Un posto davvero unico da non mancare, assolutamente. 

Museo Innocente Salvini
Contrada Italo Salvini
21034 Cocquio-Trevisago
www.museosalvini.it


Cuveglio - The American Southwest Museum

Aperto nel 1994 a Cavona di Cuveglio in seguito alla donazione Enzo Larry Vescia, il Museo vuole ricreare l’atmosfera delle terre sconfinate abitate da un indomito senso di libertà. La cultura indiana Navajo, Apaches, Chimayo viene qui rappresentata attraverso le manifatture e gli oggetti di vita comune. Ma non vengono tralasciate ricreazioni dedicate alla parte “bianca” : cow boy, sceriffi e saloons. 
Il Museo trae origine dalla passione di un medico per la terra americana e si trova in terra valcuviana per l’amore dello stesso per il paese della sua infanzia. Il museo ricostruisce tre ambienti: kiva “Un ponte ideale fra cielo e terra” (sacra sala di riunione degli indiani pueblo), saletta dei pionieri (cow boy, oggetti da rodeo, sceriffo, saloons) e studio (contenente manifatture Chimayo Navajo) , dove si possono ammirare oggetti e fotografie che documentano la vita delle popolazioni dell'Ovest e del Nuovo Messico. Gli amanti dei “native american” troveranno interessantissimi gli oltre 300 pezzi da vedere in questo non grande ma interessantissimo Museo allestito in un percorso suggestivo che ripropone i momenti fondamentali della cultura e della storia del sud ovest americano.

Museo Civico The American Southwest Museum
via Fabio Filzi, 18, Cavona, 21030 Cuveglio
Tel. +39 0332650107 (Comune)
Tel. +39 0332651069 (Responsabile)

Orari di apertura: 
Domenica 15.00-17.30
altri giorni a richiesta per gruppi


Gemonio - Museo Floriano Bodini

Si può proseguire il percorso nell’arte di queste terre nel Museo Civico Floriano Bodini a Gemonio. Il Museo nasce, alla fine degli anni ottanta, dall’unione di due desideri: quello del Maestro di ritrovare le sue origini e quello dell’amministrazione comunale di creare un nuovo centro artistico culturale. Si fonda sulla notevole donazione di opere d’arte contemporanea conferita dallo sculture Floriano Bodini. E’ stato realizzato nel centro storico di Gemonio, in una tipica corte settecentesca, appositamente restaurata. Il Museo ospita una vasta collezione di sculture e testimonianze di molti protagonisti dell’arte contemporanea italiana ed europea. Ospita, inoltre, delle mostre d’arte contemporanea. Merita sicuramente una visita.

Museo Civico Floriano Bodini
Via Marsala, 11 - 21036 Gemonio (VA)
Tel. +39 0332 604276
www.museobodini.it

Orari:
Domenica   10.30 - 12.30 / 15.00 - 18.30


Induno Olona - Museo Insubrico di Storia Naturale

Il Museo Insubrico di storia naturale si trova a Induno ed è ricco di collezioni di minerali e di fossili. Sono 6.700 i reperti, fra minerali e fossili di pesci, vegetali, crostacei, rettili rinvenuti nei Granofiri della provincia di Varese, dalla Valceresio ed in particolare dal giacimento di “Cà del Frate” di Viggiù.
Di grande importanza sono i resti di 3 esemplari di Lariosaurus Valceresii (risalente a circa 215 milioni di anni fa, periodo Triassico) e dell’Orso delle Caverne (risalente all’ultimo periodo glaciale).
Il Museo ospita inoltre un erbario con oltre 1.400 campioni.
Nella sala di zoologia sono esposti oltre 700 animali tassidermizzati di provenienza locale, e una bella collezione di anfibi e rettili e crostacei conservai in alcool.
L'archivio fotografico conta di 8000 diapositive.

Museo Insubrico di Storia Naturale
Via Gian Pietro Porro, 4, 21056 Induno Olona
Tel. +39 0332 840611


Laveno - Museo Internazionale Design Ceramico

Dal 1971 il Museo Internazionale Design Ceramico è allestito in un prestigioso Palazzo cinquecentesco, Palazzo Perabò, in Cerro, una località del comune di Laveno Mombello. E’ la doverosa testimonianza della lunga Storia ceramistica di Laveno Mombello che ha ospitato, a partire dal 1856, importanti manifatture. Tra i direttori artistici delle ceramiche lavenesi, Giò Ponti, Guido Andlovitz, Antonia Campi sono stati i più prestigiosi. Il loro design ha dato un'impronta insuperata nella produzione della ceramica. Le raccolte e le donazioni sono di Richard-Ginori, Scotti-Meregalli, Franco Ravelli e altri.
Il Palazzo venne costruito alla fine del XVI secolo dalla famiglia cerrese Conti Guilizzoni. La proprietà passò da sacerdoti a privati, divenne Ente morale, Istituto agrario, Scuola elementare, Ambulatorio Pubblico, Casa di riposo fino a quando nel 1968 venne acquistato dall’Amministrazione Comunale e poi nel 1971 si inaugurò il Museo.

Dal monumentale portone affacciato sul lungo lago si scorge la corte interna adorna di un bel colonnato su tre lati. Il loggiato al primo piano prosegue con una balconata percorribile su cui si aprono splendidi scorci sul lago.
La collezione del Museo documenta la produzione in terraglia forte da metà del 1800 ai giorni nostri nell'area lombarda. Si possono ammirare grandi vasi, portaombrelli, piatti e servizi da tavola finemente decorati, realizzati tra la fine dell'Ottocento e primo Novecento dalle maestranze della Società Ceramica Italiana (SCI) di Laveno Mombello. Sculture e pannelli in ceramica di A. Biancini, A. Campi, G. Andlovitz, P. Melandri, G. Gariboldi impreziosiscono le pareti del Palazzo e delle sale, attestando l'assoluto livello artistico delle opere prodotte nelle Ceramiche lavenesi.

Museo Internazionale Design Ceramico - Civica Raccolta di Terraglia
Lungolago Perabò, 6, Cerro, 21014 Laveno-Mombello
Tel. +39 0332666530

segreteria@midec.org
www.midec.org 

Orari:
Martedì 10.00 - 12.30
Mercoledì - Giovedì – Venerdì 10.00 - 12.30 / 14.30 - 17.30
Sabato - Domenica – Festivi (da ottobre a maggio) 10.00 - 12.30 / 14.30 - 17.30
Sabato - Domenica – Festivi (da giugno a settembre) 10.00 - 12.30 / 15.00 - 18.00
Chiuso: il Lunedì, Capodanno, Pasqua, Ferragosto e Natale


Maccagno - Museo Civico Parisi Valle

Un edificio dalle caratteristiche singolari di grande valenza artistica ospita il Museo civico Parisi Valle a Maccagno. La costruzione dell’edificio,destinato a museo, ha richiesto conoscenze specifiche di museologia e la disponibilità del progettista a uscire dagli schemi tradizionali.
La moglie di Giuseppe Vittorio Parisi, la signora Wanda Valle, ha messo a disposizione la sua ampia collezione d'arte, che si compone di oltre duemila opere. Una collezione vasta, che si articola intorno all'ampia produzione dell'artista ma spazia anche nell'arte italiana del nostro secolo.
E’ stato creato a Maccagno un organismo vivo, disarticolato in una serie continua di percorsi che si integrano agli elementi naturali (acqua, aria, cielo,alberi) L'organismo cementizio che si specchia e si raddoppia nel fiume, creando momenti di rara suggestione.  Le qualità plastiche dell'edificio si accompagnano poi a un uso degli spazi sapientemente integrato tra luoghi espositivi e spazi per la gente, creando un labirinto esplorabile e riconoscibile in ogni suo punto, capace di comunicare valori architettonici nella più genuina tradizione del Moderno.

Civico Museo Parisi Valle
Via Pietro Valsecchi, 25, 21010 Maccagno
Tel. +39 0332561202

www.museoparisivalle.it


Viggiù - Musei

L’intero paese di Viggiù è una meta da non perdere nel modo più assoluto. Otto chiese e quattro musei, cinquemila abitanti. Una altissima percentuale di cultura, storia, religione, arte tutto insieme, si corre il rischio di uscirne in overdose. Questo è Viggiù a pochissimi chilometri dalla Svizzera.
Le origini lontanissime nel tempo, affondano nell’era protozoica oppure romana. E’ la presenza sul territorio di giacimenti di pietre e marmi di estrema facilità di lavorazione, a fare la ricchezza di questo paese . La famosa "Pietra di Viggiù" era una delle tante pietre estratte dalle colline limitrofe. Essa veniva utilizzata come materiale da costruzione ma rivestiva anche grande importanza artistica. Sullo sfruttamento delle cave si organizzò l'intera economia locale, fin dal Medioevo. Due importanti conseguenze positive sono state la formazione di uomini specializzati nell'estrazione e nella lavorazione della pietra e la strutturazione del territorio in terrazzamenti, per conciliare l'attività estrattiva con quella agricola.
Dal 1500 sino alla metà del 1600, vere e proprie colonie di "artieri" viggiutesi erano presenti a Roma per pregevoli esecuzioni artistiche ed architettoniche. Fra i principali artisti si ricordano i Butti, i Giudici, i Longhi, i Piatti, gli Argenti ed i Galli. Una vera e propria schiera di personaggi che diedero fama a Viggiù come Paese degli Artisti.
Viggiù è anche detto il paese dei picasass, poiché un tempo, transitando fra le sue vie, si udivano solo degli scampanellii di martelli che picchiavano sulla pietra.
Solo un elenco di Ville, Musei e di Chiese con il caloroso invito a visitarli, ne vale davero la pena: Villa Borromeo, Cascina Vidisello, Museo Enrico Butti, Museo della scultura viggiutese dell’ottocento, Museo artisti viggiutesi del Novecento, Museo dei picasass, Chiesa parrocchiale di Santo Stefano protomartire, Chiesa di San Martino, Chiesa della Madonna della Croce, Chiesa di Santa Maria nascente detta della Madonnina, Chiesa della Beata Vergine del Rosario, Chiesa di Sant'Elia, Chiesa di San Giuseppe.
La curiosità dei Pompieri di Viggiù che dal 1881 al 1961 sono stati in attività con volontari al servizio della comunità. Sono diventati noti con un motivo della canzone scritto dal maestro Fragna che, avendo sentito parlare dei Pompieri di Viggiù, compose e musicò la famosa canzone.

Comune di Viggiù
www.comune.viggiu.va.it